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TAVOLA ROTONDA

Dipartimento Ambiente Costruzione Design SUPSI, Mendrisio

Ore 17.30


“Il riscaldamento globale è la più importante storia che non abbiamo mai raccontato”, affermò nel 2014 l’attivista del clima George Marshall. Da allora i tentativi di trovare nuove modalità per ‘raccontare’ il clima si sono moltiplicati, grazie anche al supporto di centinaia di studi scientifici incontrovertibili. Ma i risultati non sono stati all’altezza della sfida. Lo stesso IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, ha fatto autocritica sull’inadeguatezza delle modalità di comunicazione fin qui usate. I fatti non bastano più: bisogna raccontarli con linguaggi nuovi, privilegiando la dimensione della narrazione e facendo dialogare scienza, arte, letteratura, teatro, filosofia, comunicazione. Evitando i toni minacciosi e ansiogeni con cui spesso si comunicano i problemi climatici, così come gli scenari distopici che ricorrono nel cinema e nella letteratura. Per raccontare una storia di speranza, di possibilità e capacità umane, e spingere le persone all’azione

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Alla tavola rotonda prenderanno parte rappresentanti della comunicazione e della filosofia (Telmo Pievani, Università di Padova), della scienza (Cristian Scapozza, SUPSI), dell’arte (Lisa Lurati). A introdurre l’evento, ideato e moderato dalla divulgatrice scientifica Clara Caverzasio, stralci della pièce C’ero clima io, di Ferruccio Cainero con Franco Di Leo e Federico Caprara.
L’evento è curato dall’Associazione culturale Trame, laboratorio stabile di riflessione su scienza, arte e società in collaborazione con il DACD SUPSI



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Post Author: Redazione

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